Neanche l'umidità è riuscita a fermare l'incanto dell'esibizione unplugged dei Kings of Convenience al teatro greco di Tindari, piccolo gioiello antico custodito all'interno del Parco archeologico del messinese che ne porta il nome.
Il duo norvegese si è esibito il 2 agosto scorso, al termine della tournée estiva che li ha visti protagonisti, dopo una parentesi all'estero, di alcuni concerti in giro per l'Italia, alcuni dei quali andati sold out. Non è stata peraltro da meno quest'ultima data siciliana, in cui il teatro ha accolto la band con gradinate e platea gremite in ogni ordine di posto.
I Kings of Convenience hanno proposto al pubblico un set in acustico con la presenza della violoncellista irlandese – ma fiorentina d'adozione – Naomi Berril, del violinista della Berliner Symphoniker Tobias Hett e del contrabbassista Davide Bertolini, collaboratore anche in alcuni dei loro album.
E proprio alla violoncellista Naomi Berril è stato affidato l'open act del concerto. La musicista ha regalato ai presenti una suggestiva esibizione di mezz'ora, sfiorando le corde con grazia e precisione e accompagnandosi al contempo con la sua voce cristallina e, in alcuni frangenti, anche con il contrabbassista Davide Bertolini. Fra i brani proposti, oltre a qualcuno del repertorio irlandese e a un omaggio a Nina Simone, anche una canzone del compianto cantautore sardo Andrea Parodi.
Berril è stata sicuramente una piacevole e inaspettata sorpresa della serata, guadagnandosi l'attenzione del pubblico anche con i brani da lei composti, tra i quali “Sea Warrior”, racconto della storia vera di una 'piratessa buona' che ha dovuto lottare per farsi valere in un mondo, quello della pirateria, composto quasi esclusivamente da uomini.
Le note delicate della violoncellista hanno reso il passaggio da quest'apertura al concerto vero e proprio dei Kings of Convenience fluido, senza discontinuità. Erlend Øye ed Eirik Glambek – i componenti del duo di Bergen – hanno scelto di entrare in scena inizialmente da soli, accompagnati dalle loro chitarre e dalle loro giacche (queste ultime presto sparite in un simpatico siparietto per via del caldo).
Il tone of voice del live è stato da subito chiaro: come avevano già anticipato gli artisti nel post social di presentazione della tournée, sono stati selezionati pezzi dai suoni adatti al contesto e al set con chitarre e archi, al quale si è aggiunto verso la fine del live anche un pianoforte suonato sia da Erlend che poi da Eirik. Erlend si è inoltre cimentato in una prova da 'rumorista', intonando con la bocca il suono della tromba.
Notevole in questa prima parte in duo, la toccante esecuzione chitarra e voce di “Cayman Islands”, una delle loro canzoni più intimiste e note. A distanza di circa tre brani, sul palco hanno preso posto anche gli altri musicisti, che si sono alternati per il resto del concerto 'sparendo e ricomparendo' dalla scena a seconda dei pezzi proposti, unico aspetto forse un po' distraente di tutta l'esibizione, ma dettato probabilmente anche da questioni logistiche.
La scelta della scaletta non è stata per nulla scontata: i due cantautori hanno infatti eseguito alcune delle 'perle' più nascoste dei loro album, meno prossime al mainstream, senza tuttavia lasciare da parte successi quali “Rocky Trail”, “Mrs. Cold”, “Misread”. Sulle note di “I'd Rather Dance With You”, hanno inoltre invitato il pubblico, compreso quello sulle gradinate, a ballare insieme.
Sono mancati i primi singoli che li hanno fatti conoscere a livello internazionale ormai più di venti anni fa, primo fra tutti “Toxic Girl”, ma anche “Failure” e il successivo “Boat Behind”, soltanto per citarne alcuni. Tuttavia questa scelta ha consentito, anche ai meno ferrati sul loro percorso artistico, di conoscere i lati rimasti più nascosti della loro produzione. La tracklist della serata è stata inoltre arricchita dall'esecuzione di un inedito che farà parte del prossimo album in uscita e da una sfiziosa jam session dal suono ipnotico con un passaggio sulle note del “Pink Panther Theme”.
In apertura della recensione dicevamo dell'umidità: le condizioni climatiche della serata non hanno infatti reso vita facile soprattutto agli strumenti, per i quali è stata richiesta una frequente accordatura. La dinamicità e la presenza di spirito degli artisti sul palco hanno fatto però sì che non ci siano state significative interruzioni o disagi per chi era lì ad ascoltarli. Inconvenienti che comunque hanno confermato – qualora ce ne fosse stato bisogno – l'autenticità dell'unplugged, come ha sottolineato Eirik affermando sul palco: “questi sono strumenti veri, non ci sono né playback né basi preregistrate”.
Notevole è stata l'interazione dei Kings of Convenience con il pubblico: Erlend Øye, che da anni ha preso casa anche a Siracusa, ha tenuto banco con il suo italiano simpatico ma chiaro, Eirik Glambek si è fatto comprendere bene pur parlando soltanto in inglese. Entrambi hanno inoltre voluto, da metà concerto in poi, che gli spettatori seduti in platea si avvicinassero al palco, creando così una connessione più profonda e una presenza meno statica. Assecondando l'entusiasmo del pubblico, è stato rivolto l'invito di partecipare in alcuni momenti delle canzoni, schioccando le dita e intonando suoni e note, oltre che cantando.
Una connessione voluta e ricreata anche attraverso la ricerca di un suono nudo e puro quando, quasi al termine del live, Erlend ha chiesto ai tecnici di staccare l'amplificazione per lasciare spazio all'acustica del teatro greco, progettato nell'antichità per far sentire la voce di attori e cantori che al tempo certamente non disponevano di microfoni. Un esperimento che è piaciuto ai presenti e che, secondo quanto dichiarato dallo stesso Erlend successivamente sul suo profilo Instagram, è l'anticamera di un progetto che potrebbe realizzarsi in futuro e basato proprio su concerti totalmente in acustico e senza amplificazione.
Con questo concerto i Kings of Convenience hanno senza dubbio confermato la loro capacità di catalizzare l'attenzione del pubblico e di fidelizzarlo nonostante la distanza e il tempo. In un mondo discografico in cui sembra che tutto debba correre veloce al suono di una (over)produzione senza sosta, il duo norvegese ci insegna che anche la lentezza e la purezza possono portare molti frutti e che si continua a esistere anche senza essere sempre perennemente esposti, lavorando piano e silenziosamente.
A dispetto di un numero relativamente esiguo di album usciti in maniera centellinata negli anni, oltre che di progetti collaterali portati avanti soprattutto da Erlend, la band non ha mai smesso infatti di essere nei cuori e nelle orecchie del pubblico che la segue in ogni parte del mondo, metaforicamente e geograficamente, poiché tanti di loro – italiani e stranieri – sono stati presenti anche fra le pietre vive di Tindari, che nei secoli continuano a parlare e a far parlare di arte.
Scheda Concerto
- Artista: Erlend Øye ed Eirik Glambek (Kings of Convenience)
- Special Guest: Naomi Berril (violoncello), Tobias Hett (violino), Davide Bertolini (contrabbasso)
- Data: Domenica 2 agosto 2026
- Luogo: Tindari (ME), Teatro Antico
- Genere: Indie-folk, acoustic pop
- Rassegna: "Il Sorriso degli Dei" - IV edizione
- Direzione artistica: Anna Ricciardi
- Organizzazione: Marcello Cannizzo Agency







