Lettura agile, con il gusto del ricordo del passato, condiviso probabilmente dai lettori più adulti e di appartenenza territoriale alla Tuscia (così viene normalmente indicata l'area del viterbese, nel Lazio). In ogni caso, anche chi è lontano centinaia o migliaia di chilometri riuscirà a goderne ugualmente: perché tutto il mondo - lo sappiamo già - è paese.
La prefazione di Paolo Procaccioli
Il nuovo libro di Vincenzo Ceniti parla di noi, cresciuti e pasciuti da queste parti, con incursioni d’antan tra le maglie del Viterbese alla caccia di segreti, umori e curiosità. Un viaggio in bianco e nero dal dopoguerra ad oggi, gironzolando qua e là tra le antiche pietre di vicoli e rocche, alle prese con santi e briganti, genti nostrane, piatti gustosi e vip capitati per caso. Nell’agile premessa, Paolo Procaccioli condivide il gusto dell’autore per la narrazione di memorie, mormorate peraltro a voce bassa, come il chiacchiericcio dei tre personaggi di copertina tratti dall’affresco di Lorenzo da Viterbo nella cappella Mazzatosta di Santa Maria della Verità.
I consigli dell'autore
Ceniti mette le mani avanti e precisa che molti degli articoli riuniti nel libro si riferiscono a date diverse e quindi risentono del tempo in cui sono stati scritti. Ma questo conta poco. Seppur assemblati alla rinfusa senza trame preordinate, sappiamo che sono apprezzati dai lettori, proprio perché tratti dal fecondo terreno di vulgate e racconti popolari.
Dai campi nudisti alle Mille Miglia
Ecco allora farsi avanti i campi di nudisti, anni Trenta, presso la sorgente del Bulicame, o le assolate giornate del Cinquanta nelle spiagge di Tarquinia all’ombra di precari capanni di cannucce, con la foce del Marta a portata di passeggiata e di bagno mare-fiume. Ma anche scenari felliniani, come il castello Odescalchi di Bassano Romano inserito nella “Dolce vita”, o gli interminabili tressette nelle fumose osterie di paese, molte delle quali salite di categoria per trasformarsi in accoglienti ristori. La sorpresa a Donnafugata di trovare una loggia spiccicata a quella del palazzo dei Papi di Viterbo fa il pari con la foto-ricordo di Giacomo Puccini davanti alla chiesa di San Pietro di Tuscania quando andava a quaglie in Maremma, o con le Mille Miglia vecchia maniera, i cui “bolidi” attraversavano la città a cento all’ora.
Scheda libro
- Titolo: Sussurri della Tuscia
- Sottotitolo: Personaggi, ricordi, curiosità
- Autore: Vincenzo Ceniti
- Edizioni: Sette Città
- Pagine: 250 (brossura)









