Fino a 500 persone in scena tra cantanti, coro, ballerini, mimi, comparse. Una squadra di oltre cento professori di orchestra. Più di un migliaio di addetti dietro, fuori e sotto le quinte; 13mila spettatori da ogni parte del mondo: qualcosa come i passeggeri di due super navi da crociera. Attrezzi tecnologici d’avanguardia, tra cui una gru gigantesca alle spalle del palcoscenico che solleva, monta e smonta le scene in poche ore. Uno vero e proprio stadio fatto di antiche pietre che sta su da duemila anni, completamente fruibile in ogni dove. Questa è l’Arena di Verona, la “Scala d’Italia sotto le stelle” che ci regala ogni anno le magiche atmosfere dell’opera di notte, cui si affianca una città nobile e gentile, dalle radici solide, che sa vendere, accogliere e divertire.
Al tutto si aggiunge un know how insuperabile di idee, amore, esperienze, specializzazione, voglia di fare, di essere, di partecipare - come ha ricordato il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi alla conferenza stampa dei giorni scorsi al palazzo Grazioli di Roma per la presentazione della stagione areniana 2024 , dal 7 giugno al 7 settembre - che non ha l’eguale al mondo cui è stata affidata l’organizzazione dell’evento-incoronazione Unesco “La grande opera italiana patrimonio dell’Umanità” atteso per la sera del 7 giugno prossimo. “Anteprima” da mondovisione con un mega concerto che vedrà in buca 150 professori d’orchestra di varie Fondazioni lirico-sinfoniche italiane, 300 coristi, direttori prestigiosi, tra cui Riccardo Muti, e in platea rappresentanti delle varie nazioni Unesco, ambasciatori dei Paesi aderenti all’evento, artisti di fama internazionale, stampa nostrana ed estera e tanto pubblico a tifare musica. L’evento Unesco verrà ripetuto ogni anno. Nel 2025 sarà a Roma in coincidenza col Giubileo.
E poi, il giorno dopo, 8 giugno, subito la “prima” della 101^ “Stagione” (che dà inizio al nuovo secolo) con Turandot, nel maestoso allestimento di Franco Zeffirelli, e con un pensiero a Giacomo Puccini nel centenario della morte (1924-2024). A seguire Aida (in due versioni: quella dell’anno sorso con i singolari “ cristalli” di Stefano Poda e quella storica del 1913 curata da Gianfranco de Bosio), Il Barbiere di Siviglia (spazi inusitati per i recitativi, sapientemente valorizzati da Hugo de Ana), Carmen, (il kolossal tra i più amati di Franco Zeffirelli), La bohème (nel nuovo allestimento tradizionale ma sorprendente di Alfonso Signorini), “Artedanza” con Roberto Bolle and Friends e Tosca (Te Deum dirompente, secondo le indicazioni di Hugo de Ana) per un totale di 44 rappresentazioni, cui si aggiungono cinque serate extra: Nona Sinfonia di Beethoven (a due secoli dalla sua creazione), Placido Domingo in Noche Espanola, Viva Vivaldi e Carmine Burana. Inoltre il balletto Zorba il Greco di Theodorakis al Teatro Romano.
Per la Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona Cecilia Gasdia, confermata nell’incarico per il prossimo quinquennio, è in atto la “Mission giovani”, non solo sul palco con new entry di grandi avvenire: Aigul Akhmetshina, Pretty Yende (la voce dell’incoronazione di re Carlo), Erin Morley, Juliana Grigoryan, René Barbera, Igor Golovatenko, Marta Torbidoni, Paolo Bordogna, Gotovatenko, Marta Torbidoni, Paolo Bordogna.
Ma anche per i giovani in platea, vedi la serata “Viva Vivaldi. The four Seasons immersive concert” (violino Giovanni Andrea Zanon), che propone una scenografia coinvolgente e tecnologica. “Mi auguro – aggiunge il celebre soprano – di poter ripristinare con il sostegno del ministro alla Cultura Sangiuliano il corpo di ballo”. Ovviamente tanti ritorni e tante conferme: Anna Netrebko (Tosca in Arena per la prima volta), Ekaterina Semenchuk, Yusif Eyvazov, Amartuvshin Enkhbat, Ludovic Tèzier, Vasilisa Berzhanskaya, Lawrence Brownlee, Aleksandra Kurzak, Francesco Meli, Roberto Alagna, Luca Micheletti, Vittorio Grigolo, Elena Stikhina, Jonas Kaufmann, Luca Salsi. Tre le bacchette, prima volta in Arena per Michele Spotti, George Petrou e Leonardo Sini accanto a quelle storiche di Marco Armiliato e Daniel Oren.
Confermati i prezzi 2023 (in vendita su arena.it). Orari inizio spettacoli: giugno 21,30, luglio 21,15, agosto-settembre 21,00.
ARENA DI VERONA
STAGIONE 2024 - PROGRAMMA
Evento speciale del Ministero della Cultura
7 giugno ore 21.10
Turandot di Giacomo Puccini
8, 15, 22, 29 giugno ore 21.30
Aida di Giuseppe Verdi
edizione 2023, 14, 20, 13, 28 giugno ore 21.30; 7, 11, 18, 21, 26 luglio ore 21.15; 1 agosto ore 21.00
Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini
21, 27 giugno ore 21.30; 6, 12 luglio ore 21.15; 24, 31 agosto ore 21.00; 6 settembre ore 21.00
Carmen di Georges Bizet
5, 13, 20, 25 luglio ore 21.15; 3, 8, 17, 23 agosto ore 21.00; 7 settembre ore 21.00
La Bohème di Giacomo Puccini
Progetto speciale 19, 27 luglio ore 21.15
Roberto Bolle and Friends in coproduzione con Artedanza srl
23, 24 luglio ore 21.30
Tosca di Giacomo Puccini
2, 9, 16, 30 agosto ore 21.00
Aida di Giuseppe Verdi
edizione storica 1913 10, 18, 22, 29 agosto ore 21.00; 5 settembre ore 21.00
IX Sinfonia di Ludwig van Beethoven
11 agosto ore 21.45
Plácido Domingo Noche Española
21 agosto ore 21.00
Viva Vivaldi The Four Seasons Immersive Concert
28 agosto ore 21.00
Carmina Burana di Carl Orff
1 settembre ore 21.30
TEATRO ROMANO
Zorba il Greco di Mikis Theodorakis (balletto)
27, 28 agosto ore 21.15








