Kandinsky a Roma: 70 capolavori dal Centre Pompidou

A Palazzo Bonaparte. Il racconto dell'astrattismo e la riscoperta di Gabriele Münter, mentre Parigi si ferma per restauri

Gelb-Rot-Blau (Giallo-Rosso-Blu, 1925)
Vassily Kandinsky, Gelb-Rot-Blau (Jaune-rouge-bleu) 1925 Huile sur toile, 128x201,5 cm Donation Nina Kandinsky, 1976 Centre Pompidou, Parigi, Musée national d’art moderne – Centre de création industrielle

C'è una finestra temporale unica, dettata dalla necessità più che dalla semplice programmazione museale, che permetterà al pubblico romano di ammirare da vicino la genesi dell'astrattismo. Dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027, Palazzo Bonaparte ospiterà una vasta antologica dedicata a Vassily Kandinsky (1866-1944).

L'evento, prodotto da Arthemisia in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi, nasce da un contesto eccezionale: il prestigioso museo francese, in vista della sua imponente ristrutturazione che ne causerà la chiusura fino al 2030, ha reso disponibili per la prima volta in Italia oltre settanta opere della sua collezione. Un nucleo fondamentale, reso possibile dal lascito della moglie dell'artista, Nina Kandinsky.

La rivoluzione del colore e il ruolo femminile

La mostra, curata da Angela Lampe, conservatrice delle collezioni moderne del Musée national d’art moderne, non si limita a celebrare il pittore russo, ma ne contestualizza la rivoluzione formale attraverso le relazioni umane e intellettuali che l'hanno determinata.

Il percorso espositivo dedica un focus centrale a due figure femminili imprescindibili. La prima è Gabriele Münter, compagna di Kandinsky e artista di primo piano dell'Espressionismo tedesco. Per la prima volta a Roma, una selezione delle sue opere permetterà di riscattare la sua figura dal lungo cono d'ombra in cui è stata relegata dalla storiografia tradizionale, evidenziando il suo contributo decisivo al gruppo del Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro). La seconda è Nina Kandinsky, la cui tenace opera di catalogazione e conservazione ha garantito la sopravvivenza del patrimonio artistico del marito.

Dai "Covoni" di Monet al Bauhaus

Nato a Mosca, Kandinsky abbandona una promettente carriera giuridica ed economica per la pittura, trasferendosi a Monaco di Baviera. Due eventi ne segnano la svolta: la visione dei Covoni di Claude Monet, che gli rivela il potere emotivo del colore slegato dalla forma, e l'ascolto del Lohengrin di Richard Wagner, che gli suggerisce l'idea di un'arte "senza oggetto" che agisca con la stessa immediatezza della musica.

Il percorso a Palazzo Bonaparte si snoda attraverso cinque sezioni cronologiche e tematiche. Si parte dalle prime opere figurative, per arrivare agli anni di Monaco e del Blaue Reiter, dove opere come L'Arco nero (1912) testimoniano il passaggio all'astrazione. Segue la fase russa post-rivoluzionaria, l'esperienza didattica al Bauhaus (dove Kandinsky teorizza il rapporto tra forma, colore e struttura) e l'ultima stagione parigina.

Tra i pezzi forti in arrivo da Parigi spicca Gelb-Rot-Blau (Giallo-Rosso-Blu, 1925), esempio supremo della sua capacità di organizzare forme e colori secondo una logica compositiva quasi musicale.

Documenti e sala immersiva

Oltre ai dipinti, la mostra espone fotografie, documenti e oggetti personali provenienti dalla Bibliothèque Kandinsky, offrendo uno sguardo sulla quotidianità dell'artista. Il percorso si conclude con una sala immersiva, progettata per tradurre in esperienza sensoriale contemporanea le complesse teorie kandinskiane sulla sinestesia tra colore, forma e suono.

L'esposizione è realizzata con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, della Regione Lazio e di Roma Capitale. Main partner la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale.

Scheda esposizione

  • Mostra: Kandinsky
  • Sede: Palazzo Bonaparte, Piazza Venezia 5, Roma
  • Date: 15 settembre 2026 – 14 febbraio 2027
  • Organizzazione: Arthemisia
  • Curatela: Angela Lampe (Centre Pompidou)
  • Catalogo: Moebius
  • Biglietti: intero € 18,00 - ridotto € 17,00
  • Sito ufficiale: www.mostrepalazzobonaparte.it 
  • Hashtag: #KandinskyBonaparte
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