Vasari a Roma: proroga mostra ai Capitolini

La mostra "Vasari e Roma" ai Musei Capitolini proroga la sua apertura fino al 6 settembre 2026

Vasari e Roma, installazione della mostra
Vasari e Roma, installazione della mostra (foto WPS Foto e Video)

L'esposizione, allestita negli spazi di Palazzo Caffarelli, analizza il ruolo di Giorgio Vasari (1511-1574) non esclusivamente come pittore, ma come architetto, organizzatore di cantieri e primo storico dell'arte, attraverso un percorso di oltre settanta opere.

Dalle ferite del 1527 ai cantieri papali

Il percorso espositivo, curato da Alessandra Baroni, si articola in quattro sezioni cronologiche che ricostruiscono i soggiorni romani dell'aretino. Il racconto prende le mosse dal primo arrivo nell'Urbe, nel gennaio 1532, al seguito del cardinale Ippolito de' Medici. Vasari si inserisce in una città cosmopolita, ancora segnata dalle devastazioni del Sacco del 1527, ma in piena fase di ricostruzione culturale e artistica.

L'allestimento documenta come la frequentazione dell'antico e lo studio dei modelli di Raffaello e Michelangelo abbiano strutturato il suo linguaggio figurativo. In questo contesto, Vasari tesse una rete di relazioni con influenti mecenati, come il banchiere Bindo Altoviti e il collezionista Paolo Giovio, fondamentali per il suo inserimento nell'élite romana.

Un focus specifico è dedicato al periodo sotto la protezione del cardinale Alessandro Farnese, che portò Vasari a realizzare interventi significativi come la Sala dei Cento Giorni in Cancelleria. Le sezioni successive tracciano l'evoluzione dei suoi cantieri sotto i pontificati di Paolo III, Giulio III, Pio V e Gregorio XIII, fino ai lavori in Vaticano e alla decorazione della Sala Regia, eseguita nel 1572 con la collaborazione di Lorenzo Sabatini e Denijs Calvaert.

Opere autografe e il disegno della "Maniera"

Oltre all'attività di biografo, reso celebre dalle Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, la mostra restituisce la produzione pittorica e grafica di Vasari. Sono esposti sedici dipinti autografi e sette disegni, affiancati da documenti, lettere, stampe e medaglie. Tra i prestiti di rilievo figurano la Resurrezione (1545 ca., realizzata con Raffaellino del Colle) dal Museo di Capodimonte e il Ritratto di gentiluomo dai Musei di Strada Nuova di Genova.

Particolare attenzione è riservata alle opere di provenienza camaldolese: la Natività (1538), nota come "Notte di Camaldoli", che testimonia la sua adesione a modelli fiamminghi nella fase giovanile, e l'Orazione nell'Orto (1571), che ne illustra lo stile nella stagione tarda. A completare il quadro è l'Annunciazione (1570-1571), proveniente dal Móra Ferenc Múzeum di Szeged, un tempo collocata nella Cappella di San Michele in Vaticano.

L'insieme delle opere permette di osservare come l'aretino abbia elaborato la cosiddetta "Maniera Moderna", integrando architettura, pittura e scultura in un sistema coerente. Il percorso è supportato da approfondimenti audiovisivi e prevede due audioguide, tra cui un tracciato accessibile integrato da tavole tattili con audiodescrizione.

Vasari e Roma. L'inventore della "Maniera Moderna"

  • Sede: Musei Capitolini, Palazzo Caffarelli (Roma)
  • Date: Chiusura prorogata al 6 settembre 2026
  • Curatela: Alessandra Baroni
  • Catalogo: Gangemi Editore
  • Organizzazione: MetaMorfosi Eventi in collaborazione con Zètema Progetto Cultura
  • Sito web: www.museicapitolini.org 
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