A Forlì, Museo Civico San Domenico, fino a domenica 10 gennaio 2027. A cura di Walter Guadagnini.
La mostra si concentra sull’intensa attività tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento della fotografa americana, ponte ideale tra gli Stati Uniti (sua terra natale), l’Europa (dove decide di stabilirsi) e l’Africa (dove trascorre alcuni anni della sua intensa vita). Il percorso espositivo si snoda su più di 160 immagini tutte provenienti dai Lee Miller Archives, molte inedite, per una chiave di lettura sia pubblica che intima del lavoro della Lee Miller e della sua straordinaria personalità.
Da Poughkeepsie a Parigi
Nata a Poughkeepsie (nello Stato di New York), nel 1907, Lee Miller si sposta a Parigi alla fine degli anni Venti, determinata a diventare una fotografa, tanto da convincere Man Ray ad accoglierla come assistente nel suo studio. Da questo momento inizia la sua carriera e continua una vita fatta di incontri e scelte eccezionali: si avvicina al mondo surrealista, diventando amica e musa ispiratrice di Pablo Picasso, Max Ernst, Paul Éluard, stringe rapporti con Eileen Agar, Leonora Carrington, Dorothea Tanning e realizza alcune delle immagini più significative della storia della fotografia surrealista, contribuendo anche allo sviluppo della solarizzazione, una tecnica che lei e Man Ray sfrutteranno al meglio.
La collaborazione con Vogue e la Seconda Guerra Mondiale
Per la celebre rivista di moda realizza non solo i classici servizi dedicati al mondo della haute couture, ma anche - in coincidenza con l’esplosione della Seconda Guerra Mondiale - inattese immagini che uniscono stile e vita quotidiana nella Londra ferita dai bombardamenti tedeschi.
Al termine della guerra realizza i suoi servizi più noti, le tragiche immagini dei campi di concentramento e quelle del disfacimento della Germania nazista, con gli ufficiali suicidi, le fiamme che divorano la dimora estiva di Hitler e le città distrutte. Una serie di scatti che segnano in maniera indelebile anche la vita di Lee Miller, che dal dopoguerra infatti si ritira insieme al nuovo marito Roland Penrose nella campagna del Sussex, accogliendo lì gli amici artisti, mettendo da parte il suo impegno fotografico: anche in queste immagini apparentemente solo familiari si legge ancora il genio sovversivo e ironico di una delle più grandi fotografe del XX secolo.
Il percorso cronologico della mostra
La mostra segue un andamento cronologico che evidenzia una delle caratteristiche principali della vita e dell’opera di Lee Miller: la sua curiosità e il suo continuo desiderio di cambiare, di scoprire aspetti nuovi tanto della vita quanto della fotografia.
Le immagini che raccontano la sua partecipazione al clima surrealista appartengono infatti a un solo triennio, dal 1929 al 1932. In questo breve lasso di tempo, Lee Miller passa dall’essere solamente l’assistente e la modella di Man Ray a realizzare opere come “Impasse des Deux Anges”, “Exploding hand” e “Coiffure”, tutte in mostra, fino a lavorare autonomamente nell’ambito della fotografia di moda e a recitare in un film di culto del periodo come “Le sang d’un poète” di Jean Cocteau.
Ma quando la sua carriera sembra avviata in questa direzione tra arte, moda e cinema, Lee Miller abbandona tutto e torna negli Stati Uniti, dove rimane per altri tre anni, aprendo uno studio fotografico nel quale ritrae diverse personalità del cinema e della high society statunitense e dove rafforza la sua presenza nel campo della fotografia di moda, collaborando anzitutto con “Vogue”.
Prima in Egitto
Tutto questo non le basta ancora: incontra il ricco uomo d’affari egiziano Aziz Eloui Bey, se ne innamora, lo sposa e si sposta insieme a lui nel 1934 in Egitto. Una nuova esperienza, dunque, altre fotografie epocali (tra quelle in mostra, si ricorda quella forse più nota di tutte, che pare avere ispirato anche René Magritte, “Portrait of space”), la partecipazione a una sorta di cellula surrealista egiziana, che naturalmente lei metterà in contatto con gli amici europei e, dopo appena tre anni, il sorgere di una nuova inquietudine.
Poi, di nuovo, in Europa
Lee Miller torna nuovamente in Europa nel 1937, reincontra i suoi sodali surrealisti, tra cui le amiche Nusch Éluard, fotografata sorridente di fianco a un’automobile in un bellissimo ritratto, Ady Fidelin, nuova compagna di Man Ray, l’artista Dora Maar, compagna al tempo di Pablo Picasso, e conosce Roland Penrose, a sua volta artista e collezionista, che diventerà il suo secondo marito. Alla vigilia dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale nel 1939, si trasferisce con lui in Inghilterra, iniziando una nuova stagione di vita e di fotografia.
Opere 1930-1955
In poco più di dieci anni, Lee Miller ha vissuto un numero di vite sorprendente, e dunque non stupisce la conclusione di questa vicenda e dell’intera mostra, che si svolge tra l’Italia - dove realizza alcuni servizi sulla Biennale di Venezia, immortalando figure come Peggy Guggenheim o Giorgio Morandi, e dove realizza i suoi ultimi servizi di moda in Sicilia - e la casa della campagna inglese dove lei e Roland Penrose si ritirano, accogliendo gli amici come Saul Steinberg, Max Ernst, Alfred H. Barr Jr., Renato Guttuso, un giovanissimo Richard Hamilton, e mettendo in scena con loro divertenti siparietti che rappresentano l’ultimo contributo della fotografa alla cultura figurativa del suo tempo.
Scheda mostra
- Quando: fino a domenica 10 gennaio 2027
- Dove: Forlì, Museo Civico San Domenico, Piazzale Guido da Montefeltro 12
- Curatela: Walter Guadagnini
- Orari: dal martedì al venerdì (9:30-19:00), sabato, domenica e festivi (9:30-20:00) | la biglietteria chiude un’ora prima
- Catalogo: Dario Cimorelli Editore
- Mostra promossa da: Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì con il Comune di Forlì
- Realizzata in collaborazione con: Camera - Centro Italiano per la Fotografia
- Allestimento: studio Lucchi & Biserni.
- Biglietti: 12€ intero, 10€ ridotto
- Biglietteria online: circuito Vivaticket
- Informazioni e prenotazioni: telefono 329 561 7174 (orario 9-18) -
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Sito web: https://mostrefotograficheforli.it/









