Antigone by Alan Lucien Øyen

Roma, Teatro Argentina (in Largo di Torre Argentina 52), da giovedì 28 a domenica 31 maggio 2026

Antigone
m&s - Antigone (foto © Mats Backer)

Torna in scena Antigone, una sinfonia di danza e parole firmata dal talento norvegese Alan Lucien Øyen, visionario coreografo all’avanguardia nella reinvenzione dei linguaggi della scena. Spettacolo in lingua originale con sovratitoli in italiano.

Artista associato del Norwegian National Opera and Ballet, Alan Lucien Øyen, tra le voci più innovative della coreografia contemporanea, restituisce la sua personale visione sul mito classico in una messinscena che, fondendo teatro e danza, si inserisce nella grande tradizione del Tanztheater e in dialogo con la narrazione intima e dal taglio cinematografico dello stesso artista.

Le sue creazioni, in cui realtà e finzione si intrecciano in narrazioni visivamente mozzafiato, offrono al pubblico un’esperienza intensa, emotiva e immersiva: «La nostra Antigone non è una messa in scena del testo di Sofocle, ma una radicale reinterpretazione della sua tragedia senza tempo, unita alle parole e alla danza contemporanea – racconta il regista e coreografo – Più di una semplice narrazione, è una riscoperta delle idee affrontate nell’opera attraverso i movimenti, le parole e le situazioni».

Sul palco, la fisicità e teatralità dei danzatori restituiscono nuova vita alla tragedia senza tempo di Sofocle, attraverso una creazione profondamente umana e viscerale, che affronta dilemmi irrisolti come la dignità, la complessità del potere e il costo della resistenza, temi ancora attuali in un mondo scisso dove il dialogo fallisce e la giustizia è contesa.

In questo contesto, scene, luci e costumi disegnano un ambiente evocativo e fluido, in cui l’antico riaffiora nel presente con una forza tutta contemporanea: «L’Antigone di Sofocle, risalente a tremila anni fa, affronta un dibattito attuale – continua il coreografo e regista – La dignità umana e l’umiltà sono in gioco in una lotta per il rispetto delle leggi umane. Che cos’è la civiltà umana senza rispetto? Senza la dignità degli altri? Nella nostra versione chiunque può essere Antigone, infatti, interpreti diversi incarnano differenti aspetti di ciò che significa essere una donna in lotta, permettendoci di rappresentare queste sfaccettature attraverso generazioni diverse piuttosto che inchiodarle a un unico corpo. Infatti, duemilacinquecento anni dopo Sofocle, le donne continuano a essere vessate: nel modo in cui vengono oggettificate, limitate nei diritti e nelle retribuzioni».

ANTIGONE
regia e coreografia Alan Lucien Øyen
con Enoch Grubb, Indra Lorentzen, Pascal Marty, Riley O’Flynn, Nazareth Panadero, Julie Shanahan,
Fernando Suels Mendoza, Lee-Yuan Tu, Meng-Ke Wu
collaboratori creativi Daniel Proietto, Andrew Wale
scene Åsmund Færavaag
costumista Stine Sjøgren
luci Martin Flack
suono Gunnar Innvær
video Mathias Grønsdal
responsabile tecnico Chris Sanders - direttore di scena Daniel Hones
responsabile costumi Anna Lena Dresia - produttore esecutivo Essar Gabriel
produttrici Ornella Salloum / per winter guests: Syv mil v/Tora de Zwart Rørholt / Ingrid Saltvik Faanes
produzione Winter Guests in coproduzione con Fondazione Teatro di Roma,
The Norwegian Opera and Ballet, Centro Servizi Culturali Santa Chiara
con il sostegno di Arts Council Norway, Città di Bergen
supporto per lo spazio prove gentilmente offerto da Pina Bausch Zentrum

spettacoli
giovedì e venerdì ore 20;
sabato ore 19; domenica ore 17

www.teatrodiroma.net 

Testata Giornalistica
Dal 2015 cerchiamo di essere il salotto buono dell'informazione culturale. E qualche volta ci riusciamo anche.
Change privacy settings