Sono tredici le tracce che compongono "Alma", il nuovo disco di Frida Neri, pubblicato dall'etichetta indipendente Acanto, disponibile negli scaffali digitali e fisici anche grazie ad una campagna di crowdfunding su Musicraiser, oramai acclarato come il miglior sistema perché "certa" musica riesca ad arrivare al pubblico, vista la totale indifferenza delle produzioni più importanti. Un ascolto non semplicissimo, ma non per questo meno interessante, un piacevole incontro tra poesia e suggestioni mediterranee.
Dall'esordio discografico (l'ep "Frida Neri" è del 2011) sono passati sei anni che - come succede spesso agli artisti - sono stati spesi nel collezionare idee (ovviamente musicali), da raccogliere e coccolare, limare e studiare, mettere da parte e successivamente riportare in primo piano. Idee che non si cancellano mai, ma si conservano in quell'immenso cassetto delle sensazioni che ogni musicista gelosamente custodisce o dentro o intorno a sé. Tanto prima o poi, sa che si trasformeranno in canzoni.
Frida mette quindi la propria voce a disposizione delle "sue" canzoni, miscelando ambientazioni più classiche ("Maria Faia") e dalle profonde radici del territorio italiano, a tentativi più complessi di commistione tra poesia (i versi sono di Loris Ferri) e canto. Una spruzzata di internazionalità con "O meu cantu" (Portogallo) o "Parapono" (Grecia), ma di base un profondo e diffuso rispetto per la musica e per chi, acquistando il disco, si trova ad avere in mano un progetto musicale originale e di sicuro spessore artistico. Ottima, infine, la qualità del suono, aspetto difficile quando si deve far risaltare voce e massimo un paio di strumenti acustici in accompagnamento.
Grazie a ogni persona che ha incontrato la mia musica, a chi ci ha creduto, a chi si è emozionato. In particolare, a chi ha scelto di sostenere questo progetto e alla forza che mi ha così trasmesso. Ai musicisti che hanno voluto dare vita a tutto questo, con me. Ad Andrea che lo ha sognato, con me. Ad Enea che ha donato la sua arte e soprattutto mi ha affiancata permettendomi di sfidare il tempo e gli impegni. A Stefano Dionigi con cui è sempre un piacere lavorare. A Carla e Maria Flora, madri e figlie e donne generose. A Massimo Zamboni che ha voluto essere in questa storia. Ad Antonio e Loris, compagni di viaggio e creatori di bellezza. A mia madre, al suo coraggio di cambiare. Alla mia famiglia, lontana ma presente. A Gesine e alla sua anima piena di meraviglia. A Wilson ed al suo occhio attento. A Michela, dalla forza gentile e possente. A Francesco Penolazzi per il paziente ascolto dei mix e per i preziosi suggerimenti.
ALMA (2017)
Marea
Aida
Canção de embalar
Il canto delle lavandaie del Vomero
Are mou rindineddha
Maria Faia
O meu canto
Il canto dei Sanfedisti
Hunc caelum hunc terra hunc mare
As ilhas afortunadas
Parapono
Io ero una terra…
aida#2
FRIDA NERI (voce)
Antonio Nasone (chitarre)
Fabio Mina (flauti)
Enea Sorini (voce hackbrett tamburello daf)
Peppe Frana (oud)
Francesco Savoretti (percussioni)
Hilario Baggini (quenacho ronroco bombo moxeno)
Elisabetta Del Ferro (viola da gamba)
Guest: Massimo Zamboni (chitarra elettrica)






