Rock Opera Evolution ‘70 (recensione)

C'era una volta, ora purtroppo non c'è più, ma per fortuna nostra c'è chi ancora lo ricorda così

Germano Rubbi, autore e narratore di Rock Opera Evolution ‘70
Germano Rubbi, autore e narratore di Rock Opera Evolution ‘70

In un tempo lontano, ascrivibile tra la fine degli anni '60 e tutti gli anni '70 (ma è possibile che si possa dilatare anche alla decade successiva), esisteva un modo unico per venire a contatto con la grande musica non di produzione autoctona. Si doveva avere un fratello maggiore, o - ma meno diffuso - un genitore, o comunque un conoscente più grande, che avesse maturato la stessa passione ma con la fortunata possibilità di visitare l'Inghilterra dove era stato pubblicato già tutto, si doveva solo scegliere cosa portare a casa, con imbarazzo e confusione totale su quali album acquistare (spesso il problema era solo economico).

Germano Rubbi (e di questo lo ringraziamo) ha reso questo suo ricordo d'infanzia, che sappiamo essere all'80% autobiografico, simile se non identico a quello di molti altri (alzino la mano quanti di noi avevano la radio AM sopra il frigorifero). Ha creato uno spettacolo, a metà tra il concerto e il monologo teatral-musicale, con la complicità dell'amico compositore e regista Francesco Verdinelli, portandolo in scena ovviamente e rigorosamente tutto dal vivo. Show che abbiamo applaudito, un paio di mesi fa, al Teatro Sociale di Amelia (TR), giustamente sold out per l'occasione.

Rubbi, muovendosi all'interno del teatro all'italiana, si è unito sul palcoscenico a 11 musicisti e 2 danzatrici per dare concretezza a "Rock Opera Evolution ‘70", un vero e proprio viaggio d'istruzione musicale, per certi versi anche simile a quello dei rampolli britannici di buona famiglia di due secoli fa, con la differenza sostanziale che il Grand Tour avveniva dalla Gran Bretagna all'Italia e non al contrario. Si è riusciti a invertire la tendenza del percorso solo con il progressive, ma questa sarebbe un'altra storia da raccontare.

La scoperta "delle 4 note con cui ci si innamora della vita" del Germano bambino non può non essere che anche la nostra e da questo punto di vista quasi dispiace la facilità odierna con cui - forse? - le generazioni XYZ ecc. possono ricevere nuovi stimoli musicali dal web, anche se escludiamo la stessa gioiosa sensazione del pre-Internet, quasi da Cristoforo Colombo di fronte all'isola di San Salvador, poco importa stesse andando verso le Indie. La poesia mista a (nostra) nostalgia del recitato si miscela, incontrandosi (e a volte scontrandosi) con la parte musicale, ovviamente preponderante. 

Si va dai Pink Floyd (giustamente immancabili, anche se - a nostro giudizio - eccessivamente protagonisti nella serata) a una superba "Aqualung" (anche se sentiamo la mancanza del flauto di Ian Anderson), per passare a - citiamo a memoria - Rolling Stones, Black Sabbath, Led Zeppelin, Genesis, David Bowie, Deep Purple, Who e Free, ma sicuramente manca alla lista qualcosa o qualcuno: è difficile prendere appunti e allo stesso tempo farsi prendere dalle atmosfere del concerto. In ogni caso il rock è condivisione e di conseguenza ci adattiamo alla comoda poltrona della platea. È un concerto e avremmo preferito non stare seduti ma sotto palco. 

I puristi rompiscatole (noi) hanno ovviamente poi fatto presente le tante mancanze. Ci mandiamo direttamente a quel paese da soli, Rubbi gentilmente e pazientemente non lo ha fatto, perché dovremmo sapere quanto sia stato difficile da parte di una produzione decidere quale icona del rock scegliere e cosa inserire, considerando che il sequestro di spettatore, anche se non previsto dai codici, dovrebbe comunque essere punito dalle leggi italiane. Ma dietro ogni giornalista musicale si nasconde (e poco) il fan che vuole ascoltare quello che più gli piace, incurante dei gusti altrui (ma almeno noi lo ammettiamo).

Per chi non ha ancora assistito alla Rock Opera, abbiamo una data e un luogo da comunicare: il 15 agosto 2026 alle ore 21:00 a Calvi dell'Umbria (TR), Teatro Greco-Romano, per Calvi Festival. Se la setlist sarà la stessa non lo sappiamo, ma il piacere di ascolto sarà comunque immutato. Informazioni: WhatsApp +39 328 735 0605. Prevendita su Vivaticket.com.

Scheda spettacolo

  • Titolo: Rock Opera Evolution '70
  • Scritto e narrato da: Germano Rubbi
  • Musicisti: Paolo Scappiti (direzione musicale), Mirko Brizzi, Alberto Cipolla, Valerio Conti, Emanuele Cordeschi Bordera, Michele Cricco, Andrea Gueriri, Gianpaolo Ionni, Catia Maurini, Cristian Susanna, Sara Valloscuro
  • Regia e musica aggiuntiva: Francesco Verdinelli
  • Costumi: Annalisa di Piero
  • Coreografie: Christian Pace
  • Danzatrici: Martina Anniciello, Ludovica Vecchione
  • Aiuto regia: Gabriela Carmen Marin
  • Sartoria: Angelico
  • Grafica: Dream Factory Design

Spettacoli di Germano Rubbi

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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