Ragazza seria conoscerebbe uomo solo max 70enne (recensione)

Un titolo lunghissimo che chiarisce il tema trattato, ma presenta solo due dei tre personaggi: lei e lui. E Borso?

la ragazza seria protagonista dello spettacolo
la ragazza seria protagonista dello spettacolo (foto © media & sipario))

Sfruttando mimica e arti circensi, Carla Carucci gioca con la sua e la nostra fantasia presentando personaggi surreali ma allo stesso tempo credibili. In fin dei conti, cosa potre impedire ad una borsa (o a un altro oggetto) di innamorarsi?

Rosi (Carla Carucci) allestisce con la massima cura la mise en place per la cena romantica che ha in programma, tra poco, con Raimondo, l'ultima conoscenza fatta rispondendo ad un annuncio per "cuori solitari". Meetic esiste già, ma è probabile che Rosi abbia qualche leggera difficoltà nel rapportarsi alla tecnologia o che comunque preferisca andare sul sicuro, conservando così il "ritaglio" di carta come ricordo indelebile per il suo cuore. La preparazione della tavola è tanto minuziosa quanto silenziosa, si omaggiano Charlot e Buster Keaton, ma anche Mr. Bean: fatto sta che i primi 15 minuti della pièce trascorrono nel silenzio più totale, fino a quando "Borso" non prende il controllo della situazione, oramai tragica, per redarguire la ragazza.

E' chiaro che Raimondo non verrà all'appuntamento, ed è solo l'ultimo di altri centinaia di uomini che in questi 5 anni hanno pensato bene di lasciare sempre sola la povera Rosi, oramai vicina alla disperazione e alla depressione. Sola con gli annunci ritagliati nella borsetta, testimonianza dello scarso appeal suscitato. Ma Borso ha la soluzione. Per chi non l'avesse capito, il riferimento è alla borsetta di Rosi che incredibilmente (ma fino a un certo punto) si è animata, ha assunto "sembianze" maschili e si rivolge alla ragazza da una parte consigliandola, per il suo bene, dall'altra mettendola di fronte all'ineluttabile e amara verità. E' sola e lo rimarrà, a meno che non prenda una diversa strada, iniziando dalla consapevolezza. Da questo momento Rosi ha un moto di orgoglio e come ogni donna ferita nei sentimenti prende la strada, sì, ma della vendetta, spargendo e distruggendo tutti gli annunci minuziosamente ritagliati e conservati, che come Borso hanno preso vita. Spassoso il modo con cui elimina per sempre il corteggiatore che soffre di allergie.

Quello che lei non sa, ma che scoprirà molto presto, è che Borso non le sta dimostrando affetto solo come amico, ma si è innamorato di lei, a forza di starle vicino, di conservarne i segreti più intimi, assieme a qualsiasi altra cosa - e questo è veramente incredibile da comprendere, almeno per gli uomini - che riesca a trovar posto in una borsa femminile. Borso c'è, c'è stato sempre ed è così differente da tutti gli altri spasimanti, veri e propri leoni da fermo posta. E' quasi naturale che le lusinghe finiscano per ammaliare e sedurre Rosi, fino alla più classica e romantica delle esternazioni: "Mi vuoi sposare?", con tanto di anello improvvisamente apparso. Trionfa quindi l'amore? Forse sì, forse no. Forse e basta, perché la vita - degli esseri umani ma anche degli oggetti - riserva sempre una sorpresa.

Carla Carucci mette sapientamente a frutto i suoi diversi percorsi formativi, profondendo in "Ragazza seria", titolo dalla wertmulliana memoria, un piacevole mix di varie performance artistiche, che vanno dalla giocoleria tipica del clown ai percorsi alternativi alla parola, ma se dal teatro di strada al circo il passo è veramente breve, tutto concorre nel rendere il testo (che l'interprete firma anche come autrice) fuori dall'ordinario. Rosi nasconde sotto il suo abitino a palle démodé, i calzettoni e il cappellino retrò la personalità di una ragazza contemporanea, repressa per mancanza di amore, forse inadeguata alla velocità di un incontro mordi e fuggi alla Tinder, ma non per questo meno degna del nostro e altrui rispetto. Ed è il suo un personaggio pienamente credibile. Chi assiste non fatica a umanizzare gli oggetti, ascoltarne le voci e conferire loro quei sentimenti bambineschi che - una volta diventati adulti - a volte capita di aver troppo presto dimenticato. Tornare bambini non significa solo essere affetti dalla sindrome di Peter Pan, capita anche che faccia bene. Non si sa mai si torni ad imparare come rispettare di più gli altri.

RAGAZZA SERIA CONOSCEREBBE UOMO SOLO MAX 70ENNE
di Carla Carucci
regia Ian Algie e Carla Carucci
con Carla Carucci
riconoscimenti Premio "La Vela d'Oro" 2011 per il Concorso Italia Teatro Festival Woman in Art
durata 70 minuti, escluso intervallo

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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