Il Teatro delle Passioni di Modena ha ospitato la conferenza stampa di “Opera aperta”, presentazione della stagione teatrale 2026/27 organizzata nell’ambito del circuito di Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Nazionale con la direzione generale di Natalia Di Iorio e la direzione artistica di Elena Di Gioia, oltre alla direzione artistica Junior (Under35) di Francesca di Fazio.
Il titolo è un omaggio a Umberto Eco, a dieci anni dalla sua scomparsa, poiché richiama il nome del suo omonimo saggio del 1962. Se per lo scrittore questa espressione e il suo contenuto significava libertà di interpretazione per i lettori, per ERT segnala un teatro aperto, che mette in relazione poetiche, linguaggi, generazioni e pubblici diversi, riaffermando la pluralità come valore. “Il titolo restituisce bene il senso del lavoro che immaginiamo per ERT: un teatro aperto agli artisti, ai linguaggi, alle comunità e alle trasformazioni del presente” ha spiegato il presidente Giuliano Barbolini, che durante la conferenza ha ricordato anche che nel 2027 Emilia Romagna Teatro – nata all’interno del centro di sperimentazione del Teatro di San Geminiano nel 1977 – compirà cinquanta anni, sottolineando come nonostante il passare di tutti questi anni la fondazione abbia continuato a rinnovarsi senza mai perdere la propria identità internazionale per vocazione, policentrica per natura e appunto innovativa per scelta.
La parte grafica della stagione teatrale invece, declinata città per città, è stata curata dal disegnatore e artista visivo Stefano Ricci. Una scelta in linea con l’idea di ERT che ogni città debba mantenere una propria identità dentro una stessa idea di Teatro Pubblico: tradizione e innovazione, maestri e nuove generazioni, radicamento territoriale e apertura nazionale e internazionale. Tutte le raffigurazioni sono inoltre caratterizzate dalla presenza di un microfono come filo conduttore.
Da programma sono previsti centotrenta titoli “che abitano, alimentano, illuminano il cartellone” – riprendendo le parole della direttrice artistica Di Gioia – di cui diciotto prime assolute, cinque prime nazionali e cinque anteprime; ventotto tra nuove produzioni e coproduzioni e tredici riprese; ottantanove ospitalità di cui dodici spettacoli internazionali.
In occasione della presentazione è stata aperta per la prima volta alla Stampa anche la Sala Grande del Passioni, che verrà inaugurata ufficialmente a settembre, andando a completare il percorso di riqualificazione del complesso ex Enel avviato nel 2023 e già in parte concretizzatosi nell’apertura della Sala Piccola. La nuova sala, realizzata nel rispetto del carattere storico e industriale dell’edificio, accoglie una platea in legno su piano inclinato con duecentodieci poltrone, comprensive di posti dedicati a persone con disabilità e si avvale di un sistema tecnologico a induzione magnetica per spettatori con ipoacusia o sordità.
Peraltro tutte le sale del circuito ERT, che quest’anno arriveranno a nove, sono caratterizzate da una grande attenzione all’accessibilità, in modo da rendere l’offerta teatrale quanto più inclusiva e fruibile possibile. Sempre a proposito delle sale teatrali, la direttrice generale Di Iorio ha fatto sapere anche che sono in via di acquisizione nuovi spazi che si apriranno a nuove prospettive di utilizzo, mentre per altri sono e saranno previsti interventi di rinnovamento.
In autunno verrà poi comunicato il programma delle attività culturali, le rassegne dedicate ad altri spazi, spettacoli tout public e per le scuole. Inoltre saranno presentate le azioni di rilancio su nuovi pubblici, anche giovani e adolescenti, di innovazione degli spazi e una finestra sulla giovane creatività a partire dalla fucina della Scuola Iolanda Gazzerro, con il coordinamento della Direzione Artistica junior Francesca Di Fazio.
Restando sulla stagione teatrale principale, gli spettacoli avranno nello specifico come scenario, oltre allo stesso Teatro delle Passioni, il Teatro Storchi (sempre a Modena), il Teatro Arena del Sole – con le Sale Leo de Berardinis e Thierry Salmon – e il Teatro delle Moline di Bologna, il Teatro Bonci di Cesena, il Teatro Fabbri di Vignola e il Teatro Dadà di Castelfranco Emilia, per un totale di cinque città coinvolte. L’inaugurazione della Stagione sarà un’inaugurazione ‘integrata’ con quattro produzioni di ERT: “Le Baccanti” di Theodoros Terzopoulos, “Viaggio a Hong Kong” di Pascal Rambert, “Che dolore terribile è l’amore” dal romanzo di Han Kang e “Gone” di Kepler-452.
Tutti i lavori selezionati per la nuova stagione della fondazione, secondo quanto raccontato in conferenza da Di Gioia, saranno attraversati da un tema trasversale, quello delle crisi del presente, declinato in vari stili e generi e seguendo tre linee di percorso. “La crisi del presente in cui viviamo – nell’intreccio tra crisi politica, sociale e crisi individuale, esistenziale – segna molte opere attraverso mito, tragedia, racconto civile, memoria, ironia, corpo, musica, comicità” ha infatti precisato la direttrice artistica. Alcuni autori saranno inoltre rappresentati ‘a dittico’ (Pirandello, per citarne uno): cioè di uno stesso autore saranno presentate rispettivamente un’opera che parla di crisi individuali e una che invece è incentrata sulle crisi politiche, concedendo uno spazio particolare dunque ai ‘classici inquieti’.
In un anno di anniversari anche per alcune delle compagnie protagoniste degli spettacoli, un ruolo centrale rivestirà poi l’esaltazione della presenza umana dal vivo che andrà di pari passo con la scelta di avere una significativa presenza di attrici donne nelle varie produzioni.
In conclusione c’è da aggiungere che tutte le rappresentanze politiche e teatrali intervenute durante la conferenza sono state concordi nell’affermare l’importanza del ruolo del teatro in una comunità e anche della necessità di diversificarne la proposta, poiché ciascun pubblico ha esigenze proprie, che variano da luogo a luogo e che vanno ascoltate e rispettate.
La diversificazione, resa possibile anche da un circuito teatrale strutturato quale quello di ERT, fa inoltre in modo che sia auspicabile la migrazione del pubblico da un teatro all’altro per trovare di volta in volta ciò che è di proprio gradimento.
È stato quindi ribadito da più parti l’impegno nel voler continuare a investire in questo settore, tenendo un rapporto più stretto con i territori (punto forte del teatro pubblico) e anche un dialogo aperto e di confronto da parte delle istituzioni con i lavoratori della cultura, che tenga in considerazione nell’elaborazione delle proposte teatrali della pluralità dei linguaggi – non a caso in questa stagione avrà un ruolo significativo anche la danza, accanto agli altri generi – e di concetti quali libertà e accessibilità.
Del resto, citando a margine un’affermazione della direttrice generale Natalia Di Iorio, “Il teatro è vita e non c’è vita dove non funziona”.







