Sogno di una notte di mezza estate (recensione)

Margot Theatre & "Il sogno": physical theatre e danza nel rispetto dell'originale shakespeariano

Sogno di una notte di mezza estate, la visione onirica di Margot Theatre
Sogno di una notte di mezza estate, la visione onirica di Margot Theatre (elaborazione grafica con AI)

If we shadows have offended, think but this, and all is mended, that you have but slumber'd here while these visions did appear. William Shakespeare, A Midsummer Night's Dream, 1594-1596, Act 5, Scene 1.

Palco in penombra, in scena solo alcuni alberi, di cui uno al centro, e tronchi posati ai lati. Poi, nel silenzio, cinque figure mascherate entrano a passo lento, quasi musicale, dal fondo. Quattro ragazze, con piccole luci brillanti a impreziosire le braccia e illuminare l’ambiente, e un ragazzo con una maschera scura e inquietante, quasi grottesca. È lui a prendere la parola, in inglese, e dà il benvenuto al pubblico, portandolo immediatamente nel mondo surreale e onirico di “Sogno di una notte di mezza estate”.

E lo spettacolo scorre come è iniziato, in modo naturale e senza interruzioni, trasportando gli spettatori nell’universo fatato, immaginato e scritto da William Shakespeare, con la regia Valentina Cognatti. Quasi due ore in cui è impossibile staccare lo sguardo dal palco dove le avventure e disavventure dei mortali ateniesi si avvicendano e si intrecciano alle situazioni degli abitanti magici del bosco fuori Atene. In scena i numerosi personaggi della commedia  ricalcano il testo originale dell’opera, per una pièce che trascorre in un battito di ciglia.

Sogno di una notte di mezza estate, scena dallo spettacolo di Margot Theatre
Sogno di una notte di mezza estate, scena dallo spettacolo di Margot Theatre

La peculiarità di Margot Theatre è di unire una serie di arti performative per realizzare uno spettacolo che non sia solo recitazione, infatti un grande ruolo ha l’espressività fisica degli attori, con elementi di danza contemporanea e physical theatre. E la massima forma di questa filosofia si riscontra nel folletto Puck, personaggio già di per sé eclettico, burlone e che tiene le redini della storia, in un certo senso. È a causa sua (o grazie a lui, in base al punto di vista) che accadono i migliori intrighi della commedia, dall’innamoramento per errore dei due ateniesi, Lisandro e Demetrio, nei confronti di Elena, quando entrambi erano inizialmente innamorati di Ermia, alla trasformazione in asino di Bottom, tessitore e parte della compagnia teatrale che deve portare in scena una tragicommedia per il matrimonio del duca di Atene, Teseo, e della regina delle Amazzoni, Ippolita. Ed è proprio Puck, servitore del re Oberon, che sistemerà le dinamiche create, mettendo insieme le coppie destinate e togliendo la testa d’asino da Bottom, di cui la regina delle fate Titania, per un incantesimo di Oberon, si innamora follemente.

Presenza scenica molto forte, quella di Puck, che con passi di danza, una prestanza fisica non indifferente e modulazioni vocali di un certo livello ha reso la performance degna del personaggio. Ma ogni ruolo portato sul palco è stato in linea con la visione onirica dell’opera, con attori e attrici preparati e in parte. Vedere Lisandro e Demetrio che si battono per Ermia prima e per Elena poi, seguire i movimenti danzanti di Titania, ascoltare le battute molto fedeli alle originali e riconoscerle a memoria. Tutto questo è stata un’emozione, perché Shakespeare è uno degli autori teatrali più complicati da portare in scena e, per i puristi, anche più facili da sbagliare. Non è stata una rivisitazione, non ci sono stati particolari tagli di scene o personaggi. È stata una piacevole sorpresa, una scoperta consigliata a tutti gli amanti del genere.

Scheda Spettacolo

  • Titolo: Sogno di una notte di mezza estate
  • Autore: William Shakespeare
  • Compagnia: Margot Theatre Company
  • Regia: Valentina Cognatti
  • Cast: Serena Borelli (Titania), Alessandro Moser (Oberon), Cristiano Arsì (capocomico), Andrea Carpiceci (Demetrio), Andrea Casanova Moroni (Lisandro e comico), Martina Grandin (Ermia e comica), Alessia D’Anna (Elena), Luca Morciano (Puck), Michelangelo Raponi (comico), Alice Staccioli (comica)
  • Coro: Margot Acting School
  • Scenografia: Michelangelo Raponi
  • Costumi: Fiorella Mezzetti
  • Aiuto regia: Martina Grandin
  • Direzione organizzativa: Alice Staccioli
  • Durata: circa 2 ore
  • Lingua: Italiano con elementi in inglese
  • Stagione teatrale: 2026 (estiva)
Giornalista
Editor per amore, giornalista per passione. Tra libri, poesia, teatro e serate in compagnia, ho fatto della scrittura un lavoro. La mia giornata tipo? Risveglio tra pagine da correggere, pomeriggio in mezzo alla natura a leggere, la sera sulla poltroncina di fronte al palco!
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