Il meccanismo della farsa all'italiana, dove tutto può andare solo di male in peggio, ma con il "lieto fine" sempre dietro l'angolo (probabilmente dietro una risata), trova un'ulteriore declinazione contemporanea nella riproposizione sui palcoscenici italiani del lavoro di Marco Cavallaro, autore, regista e anche interprete (veste i panni del maggiordomo Ugo) di Se ti sposo mi rovino.
Il ritorno in scena avviene a dieci anni dal primo debutto (gennaio 2016), dopo una lunga sequenza di applausi ottenuti dalle repliche dello spettacolo originale e il successo anche estero, con una versione adattata per la Polonia.
Franco (Riccardo Giacomini) è un imprenditore di successo, anche se abbiamo dei dubbi di quando possa esercitare la sua professione, vista la sua eccessiva propensione (spesso si chiama patologia) verso il gentil sesso. Tra le sue "fidanzate" più tenaci ci sono - in ordine alfabetico - la sportiva Amalia (Francesca Cannizzo), la manager Camilla (Francesca Verrelli), la golosa Luisa (Elena Scuderi) e la shampista Melissa (Tonia Garardo), più uno stuolo di altre aspiranti al titolo, italiane e straniere. L'improvvisato e pericolo harem costringe il maggiordomo Ugo a tenere le fila degli appuntamenti, non senza una più che plausibile confusione tra nomi, giorni e date. Cosa non si farebbe per conservare un buon posto di lavoro?
La situazione già molto complicata diventa un vero e proprio incubo - ovviamente per Ugo - quando Franco, preda del proprio surplus di testosterone, chiede - usando la stessa identica dichiarazione - a tre su quattro delle ragazze di sposarlo. L'impegno viene preso prima di andarsene in Brasile, seguendo il fondoschiena di un'avvenente hostess, lasciando Ugo in villa a barcamenarsi tra le tre + una aspiranti mogli e i loro legittimi propositi di matrimonio.
A poco più di dieci anni dal debutto della prima edizione dello spettacolo, la tournée nell'anno del decennale vede sul palco un rinnovato ensemble artistico, escluso ovviamente Marco Cavallaro. La nuova compagine mantiene fede e impegno nei confronti dei classici canoni della drammaturgia comica, spingendo l'acceleratore sul primo atto e rallentando nel secondo, con una leggerissima perdita del ritmo narrativo, ma evidentemente necessario per preparare il gran finale in abito da sposa (ma non fidatevi delle apparenze).
Pochi gli aggiornamenti, probabilmente perché non necessari e, ora come allora, un sorriso che si allarga maggiormente sul volto dello spettatore quando Melissa (indubbiamente il personaggio meglio riuscito) si avvicina alla lampada per la sua battuta-tormentone (Buio/Luce): la nostra osservazione diventa maggiormente comprensibile dopo aver visto lo spettacolo, chi non lo ha ancora fatto ci dia fiducia. Da parte nostra siamo tornati in sala (nella stessa) dove lo abbiamo visto la prima volta, traendone comunque le stesse conclusioni. Per il ventennale, se Cavallaro deciderà di mettere nuovamente in scena la sua commedia, vorremmo un linguaggio appena meno eccessivo: la commedia funziona più che bene anche senza le parolacce, questa come altre, ne siamo sempre stati sostenitori, non troppo ascoltati.
Scheda Spettacolo
- Titolo: Se ti sposo mi rovino
- Debutto: 5 gennaio 2016, Teatro de' Servi
- Autore e regia: Marco Cavallaro
- Cast: Marco Cavallaro, Tonia Garardo, Francesca Verrelli, Elena Scuderi, Francesca Cannizzo e Riccardo Giacomini
- Aiuto regia: Stefania Bassino
- Costumi: Marco Maria Della Vecchia
- Impianto scenico: Giovanni Labari
- Luci & fonica: Cecilia Sensi
- Capo macchinista: Misha Snisarenko
- Trasporti: Esagera
- Durata: due atti di circa 2 ore, escluso intervallo
- Stagione teatrale: 2026/2027
- Voto: ★★★★☆ (4/5 stelle)
Tournée (date confermate)
- Milano: Teatro Martinitt, 26-29 novembre 2026
- Torino: Teatro Gioiello, 17 dicembre 2026








