Gin Game al Teatro Manzoni di Roma (recensione)

Un bel testo (premiato con il Pulitzer) affidato a due eccellenti attori. Cosa si potrebbe volere di più?

Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi
La partita a gin tra Fonzia (Pamela Villoresi) e Walter (Giuseppe Pambieri)

Il Teatro Manzoni di Roma ha aperto il sipario della stagione 2026/2027 con un gioco non di carte, ma teatrale.
In scena fino a domenica 25 ottobre 2026, con la regia di Gianpiero Francese.

La scena si apre su un'ampia veranda, che poi scopriremo essere quella di una casa di riposo. All'unico tavolo presente è seduto un uomo, intento a passare il tempo con un mazzo di carte. L'ampia porta si apre ed entra lei, non con qualche difficoltà, probabilmente dovuta all'età e alcuni acciacchi abbastanza fisiologici per chi è oramai avanti con gli anni (scherzosamente viene definita popolarmente come "annite").

Fonzia (Pamela Villoresi) viene invitata a sedersi da Walter (Giuseppe Pambieri). I due sono ospiti permanenti della stessa struttura romana e sostanzialmente sono rassegnati a vivere più o meno serenamente gli anni che restano loro da vivere in questo luogo. Sicuramente non è proprio il massimo per chi si sente ancora attivo, ma fortunatamente c'è un mazzo di carte e la possibilità di giocare a gin.

Walter ha fretta di confrontarsi sul tavolo da gioco con la sua nuova (e sembrerebbe unica) avversaria, le spiega rapidamente le principali regole e inizia immediatamente a dare le carte: 1, 1; 2, 2; 3, 3; 4, 4; ecc. Scandisce velocemente smistando il mazzo, per nulla interessato al discorso che la stupita e garbata Fonzia aveva appena tentato di imbastire. Lui vuole giocare e possibilmente anche vincere, non concepisce forme di ostacolo, ritardi o impedimenti. Lei - innocentemente - vede nel gioco di carte solo un modo innocuo per far passare il tempo, una sorta di attività ristretta, tra le altre proposte della casa di riposo, un'occasione per conoscersi meglio e fare quattro chiacchiere. Nulla di questo accadrà.

Chi assiste si rende immediatamente conto che Fonzia non è il principiante nelle mani del giocatore esperto, tutt'altro. Con una disarmante semplicità, grazie alla sua fortuna (ma sarà solo questo?) sistematicamente vince ogni mano e ogni partita, causando la crescente ira di Walter. Nelle pieghe del mazzo di carte i due si lasciano andare a dure micro-confessioni sul loro passato e sul loro presente, sui motivi per i quali sono - entrambi - soli. Ma in ogni momento è il gioco a prevalere, la partita si fa sempre più rabbiosa, i toni salgono e le parole pesanti come macigni vengono gettate addosso, provocando ferite invisibili, ma non per questo meno dolorose.

Se Walter riuscirà a recuperare il controllo e a ricondurre la partita a un modo per fare quattro chiacchiere e - magari - riuscire a sostenersi a vicenda, va scoperto in teatro, come sempre. E ancora di più questa volta. Vedere Gin Game permette allo spettatore di apprezzare l'incredibile bravura di due puri teatranti, dal curriculum artistico veramente notevole. Un piacere vederli in scena e forse ancora di più ascoltare le loro voci. Due mestieranti che restituiscono molto di più di quello che ricevono, abilissimi nel condurre la partita teatrale con gli spettatori. Nella replica cui abbiamo assistito, ogni scena è stata meritatamente applaudita almeno una volta, anche in sovrapposizione alle loro battute.

La solitudine, l’orgoglio e il bisogno di vincere almeno una volta nella vita narrati da DL Coburn vengono stemperati e ammorbiditi in una piacevolissima commedia, amara quel tanto che basta, ironica sempre e malinconica nel finale (l'applauso qui è ininterrotto fino ai ringraziamenti finali). Pamela Villoresi e Giuseppe Pambieri sono quasi imbarazzanti per la loro bravura e - leggiamo nella dichiarazione del regista Gianpiero Francese - si offrono al "saccheggio silenzioso per cercare di rubare tutto ciò che la loro esperienza potesse servirmi". A quando la prossima partita? Nel frattempo impariamo anche noi le regole del gin, anche se - pensiamo - non sarà così necessario.

Scheda spettacolo

  • Titolo: Gin Game
  • Protagonisti: Giuseppe Pambieri - Pamela Villoresi
  • Titolo originale: The Gin Game
  • Autore: Donald Lee Coburn
  • Debutto: 1976
  • Debutto italiano: 1978
  • Riconoscimenti: Premio Pulitzer per la Drammaturgia nel 1978
  • Traduzione: Enrico Medioli
  • Regia: Gianpiero Francese
  • Direttore organizzativo: Gennaro Tritto
  • Direttore di scena: Dario Marzullo
  • Aiuto regia: Ludovica Ferraro
  • Scenografie: Enzo Tenore
  • Costumi: Lucia Mariani
  • Disegno luci: Paolo Ficazzola
  • Fonico: Rocco Amati
  • Costruzione scene: Andrea Caputo
  • Produzione: Operaprima
  • Stagione teatrale: 2026/2027
  • Durata: un atto unico di circa 80 minuti
  • Voto: ★★★★☆ (4/5 stelle)

In scena

  • Quando: fino a domenica 25 ottobre 2026
  • Dove: Roma, Teatro Manzoni, Via Monte Zebio 14
  • Orari: dal martedì al venerdì alle 21, sabato alle 17:30 e alle 21, domenica alle 17:30 (eccezioni: martedì 20 ottobre alle 19, giovedì 22 ottobre alle 17:30)
  • Informazioni e prenotazioni: Tel. 06 322 3634 - WhatsApp 327 895 9298 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Sito web: www.teatromanzoniroma.it 
giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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