Vi amo da morire (recensione)

Lucrezia è sposata con Giulio. Dario è l'amante di Lucrezia. Paolo scommette sui cavalli e perde

Vi amo da morire, i ringraziamenti finali
Vi amo da morire, i ringraziamenti finali

Il trio artistico Monetti/Tirocchi/Paniconi nelle ultime commedie sì è sempre più legato a un quarto attore e autore, Simone Giacinti, così da completare quello che evidentemente ritengono sia lo schema perfetto dei loro spettacoli. In questa ultima fatica, da poco in scena e in tournée, si è aggiunta anche una leggerissima tinta noir. Ma andiamo con ordine, presentando i personaggi uno dopo l'altro.

Paolo (Maurizio Paniconi) ama scommettere sui cavalli. E fino a qui non ci sarebbe nulla di male, se non dovesse 5.000 euro al suo minaccioso allibratore, una cifra destinata ad aumentare vertiginosamente, giorno dopo giorno. Unica maniera per evitare guai ancora maggiori, mettersi a disposizione del malavitoso che gli ha accettato la scommessa.

Cambiamo scena e ci spostiamo nella casa feng shui di Lucrezia (Valeria Monetti) e Giulio (Alessandro Tirocchi). Lei occupa le sue giornate frequentando corsi improbabili, ma anche mantenendosi in forma con il padel. Lui è un indefesso lavoratore, talmente dedito al dovere da trascurare costantemente la bella moglie, preso com'è dal suo migliore cliente, un certo Pilloni (mai in scena). Completa l'intreccio Dario (Simone Giacinti), amico da sempre di Giulio, promosso a socio nell'azienda del primo più per affetto che per capacità. Quello che Giulio non sa e che ovviamente non deve sapere è che Dario è anche l'amante di Lucrezia.

La coppia allargata si trova a cena in casa della coppia ufficiale quando un malore improvviso colpisce i due uomini che decedono accasciandosi sul basso tavolo della sala da pranzo. Lucrezia si trova così senza marito e senza amante, da un momento all'altro e inspiegabilmente. Quello che lei non sa è che le due anime sono rimaste bloccate nella casa, anche se lei non può riuscire né a vederli, né a sentirli. L'unico che può stabilire il contatto è Paolo, entrato in casa per rubare qualcosa (che si rivelerà molto prezioso) e bloccato dai due neo fantasmi.

Paolo è un "sensibile" sensitivo suo malgrado, Lucrezia è ossessionata dal paranormale (e da molte altre discipline anche meno strutturate), di conseguenza si può innestare un divertente intreccio tra i due viventi e i due trapassati, non dimenticando il motivo per il quale Paolo si è introdotto nella casa della donna. Si tratta ora di fare ordine nella vita (e non) dei quattro e cercare di dipanare l'ingarbugliata matassa. Al termine sarà tutto chiaro.

Se si trattasse di un racconto noir classico potremmo interrompere qui la nostra narrazione, per non togliere allo spettatore il piacere di veder sciogliere il nodo che ha portato alla morte i due uomini. E difatti, anche se si tratta principalmente di una commedia, evitiamo di dare gli altri dettagli, invitiamo solo a notare dei piccoli particolari (senza scrivere quali) che riescono maggiormente a far apprezzare la tinta giallo chiara.

Vi amo da morire è declinata per ottenere la risata e i quattro protagonisti si muovono agilmente sul palco con questo scopo. Non ci si aspetti di più di questo dallo spettacolo. Una volta fuori dalla sala, si può giocare a ricostruire gli elementi del puzzle. Ma non è nemmeno così necessario: ci si può accontentare di sorridere (e non è nemmeno poco). 

Scheda spettacolo

  • Titolo: Vi amo da morire
  • Scritto da: Alessandro Tirocchi, Maurizio Paniconi, Simone Giacinti
  • Genere: commedia
  • Protagonisti: Valeria Monetti, Alessandro Tirocchi, Maurizio Paniconi, Simone Giacinti
  • Regia: Andrea Palotto
  • Scene: Ambramà
  • Luci e audio: Salvatore Campisi
  • Costumi: TPM studio
  • Aiuto regia: Lorenzo Pazzaglia
  • Produzione: La Bilancia
  • Stagione teatrale: 2026/2027
  • Durata: due atti di 90 minuti
  • Voto: ★★★☆☆ (3/5 stelle)
giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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