Lise (recensione)

“Sofferto? Non ha sofferto, signor Ministro. Non esiste più!” - dialogo tra David Hilbert e Bernhard Rust

Paola Tortora è la protagonista di Lise
Paola Tortora è la protagonista di Lise (Meitner)

Nel 1934, a Göttingen, il matematico Hilbert risponde così alla domanda dell'allora ministro nazista Rust, interpellato sulla conseguenza dell'allontanamento dei matematici ebrei dalle cattedre tedesche. Hitler era al potere come Cancelliere da solo un anno, ma il disastro scientifico era già in corso, per quello mondiale sarebbe stata questione di appena 5 anni. 

Lise Meitner nasce a Vienna nel 1878, è una giovanissima appassionata, studiosa e curiosa, è sostenuta da una famiglia - borghese - illuminata (considerando il periodo) che le permette di fare la scelta della sua vita: dedicarsi anima e corpo alla fisica. All'epoca, il mondo accademico e non solo quello sono saldamente in mano maschile, i cattedratici non vedono di buon occhio quelle colleghe che decidono di passare dai fornelli ai laboratori. Alle donne è chiesto di essere molto più brillanti dei loro colleghi con cromosomi XY, ma questo non basta a fermare la caparbia Lise. Sperando di non apparire blasfemi nel paragone, la ragazza ha la stessa convinzione del draghetto Grisù nella sua ostinazione di diventare pompiere. Fortunatamente oggi è tutto diverso (forse).

Lise si trasferisce a Berlino per studiare con Max Planck (Premio Nobel nel 1918), qui conosce Otto Hahn (Premio Nobel nel 1944) e frequenta ambienti molto stimolanti, dove - per fare un esempio significativo dell'atmosfera - Albert Einstein (Premio Nobel nel 1921) si diletta nel suonare il violino! La giovane Lise non potrebbe sicuramente volere di più se non si parasse sulla sua strada, e su quella di tutta l'umanità, un austriaco come lei, di bassa statura, carismatico e oratore potentissimo, con un piano lucido in mente, sta conquistando sempre più consenso, anche aiutato dalla difficile situazione che i tedeschi si trovano a vivere dopo la sconfitta del conflitto mondiale del 1914-1918 e le discutibili riparazioni richieste.

Hitler vuole riportare la Germania ai suoi antichi fasti (oggi si usano altri slogan), davanti alle sue mire espansionistiche ci sono semplici ostacoli come cultura ed ebrei che possono essere spazzati via molto facilmente, basta fare leva sui beceri nazionalismi di chi pensa poco e urla tanto (per fortuna che oggi tutto è diverso). Lise dimentica di appartenere alla seconda categoria giudicata pericolosa, nella sua testa c'è solo la fisica e non riesce ancora a percepire quanto il pericolo da imminente sia oramai diventato drammaticamente reale. Per sua fortuna, in maniera rocambolesca, da spy story degli anni '60, riesce a fuggire dalla Germania per rifugiarsi in Svezia dove, con moltissime difficoltà, continuare nel suo lavoro, fatto di dedizione totale - malgrado i tanti torti subiti - con quell'intuizione scientifica che ne hanno sempre guidato le scelte.

Lo spettacolo, introdotto da Giovanni Carlotti (Università di Perugia) è il secondo esperimento di divulgazione scientifical-teatrale dell'ateneo umbro. Paola Tortora dà corpo e voce a Lise Meitner, senza rinunciare a essere sé stessa, mettendo avanti a tutto il personaggio interpretato, la struttura drammaturgica ha comunque il pregio del percorso storico che - in questo e in altri casi - riesce facilmente a superare l'eventuale finzione (poca) offerta dal racconto.

Al centro rimane la figura di una donna che, pur avendo contribuito in maniera decisiva alla comprensione di un fenomeno destinato a segnare il destino dell’umanità, si trovò a fare i conti con il mancato riconoscimento del proprio lavoro e con le responsabilità morali legate alle applicazioni della scienza. Il titolo diventa così una riflessione: che cosa significa fare ricerca in un contesto di guerra? Quali responsabilità accompagnano il progresso scientifico? E quale spazio resta alla coscienza individuale quando la conoscenza viene piegata agli interessi del potere?, leggiamo nelle note che accompagnano la scheda dello spettacolo, domande che ovviamente il teatro non è mai chiamato a dare risposta. Ad altri spetta questo compito. 

Scheda spettacolo

  • Titolo: Lise
  • Ideato, scritto, diretto e interpretato da: Paola Tortora
  • Consulenza storica: Antonio Schiattarella
  • Collaborazione e organizzazione: Alessio Stollo (UniPG)
  • Ideazione progetto e consulenza scientifica: Giovanni Carlotti (UniPG)
  • Collaborazione: Comitato Unico di Garanzia e Gender Equality Plan Unitus
  • Produzione: VintuleraTeatro
  • Durata: un atto unico di 65 minuti
  • Stagione teatrale: 2026/2027
  • Voto: ★★★☆☆ (3/5 stelle)
giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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