L'Opera del fantasma al Teatro Unione di Viterbo

Un regista, una compagnia teatrale recalcitrante, un copione poco rispettato. Mancano solo le risate

una scena dell'Opera del fantasma
m&s - una scena dell'Opera del fantasma (foto © media & sipario)

Torna in scena - e ci fa molto piacere - ancora una volta nel 2027
A Viterbo, Teatro Unione, in data unica, venerdì 16 aprile alle ore 21

Un motivo per vederlo o rivederlo? Anche solo per questo scambio di battute: Non ti preoccupare, la pistola è caricata a "salve" / E tu come fai a saperlo? / Perché quando passa ti saluta!

Ci troviamo in un teatro, probabilmente romano, visto lo slang "capitolino" del tecnico Achille (Simone Balletti). Ci sono le prove di uno spettacolo che a breve dovrà debuttare. Come spesso succede nelle compagnie minori, il cast artistico contesta tutto il contestabile, a partire dal regista Livio (Mattia Marcucci), fortemente impegnato nel rintuzzare le osservazioni e ottenere dai suoi recalcitranti attori il rispetto dei tempi di ingresso in scena e delle sue battute nel copione (è anche l'autore del testo).

La situazione professionale è ulteriormente complicata dai sentimenti. Il rapporto decennale tra Livio e Isadora (Chiara Bonome), la prima attrice - ogni riferimento ad Angela Isadora Duncan è puramente voluto -, è oramai ai ferri corti, anzi cortissimi. Di conseguenza si innestano attriti su ulteriori attriti, nemmeno troppo necessari, vista la situazione già turbolenta.

L'attore Tancredi Maria Pascal (Sebastian Gimelli Morosini) non fa altro che puntualizzare il proprio terzetto di nomi e fare le pulci a quello che a suo parere non funziona nello spettacolo: praticamente tutto, dal copione ai manifesti. Il secondo ruolo femminile, Elena (Chiara David), sbaglia tutte le intonazioni e gli ingressi, tra il sarcasmo generale degli altri e lo sguardo timidamente innamorato di Livio. Solo Diego (Valerio Camelin), primo ruolo maschile, è sempre fedelmente al fianco del povero regista. Tra le altre cose Livio è anche malato di cuore ed è costretto a prendere ad orari certi delle pillole salvavita.

Per un "fortuito" e fatale scambio di contenitori di medicine e caramelle, simili tra loro, durante una crisi cardiaca, il regista non riesce a prendere in tempo le pillole e stramazza a terra, con le prove in corso, trasformandosi in un fantasma dai particolari poteri, attivabili dal battito delle mani, ma bloccato "fisicamente" sul palcoscenico.

Partendo da qui - tacciamo di come prosegua, perché c'è veramente molto altro da vedere e va, come sempre suggeriamo, visto solo in sala - la vicenda prende strade parallele e costantemente incrociate e scontrate, innestando velocità e divertimento su un plot narrativo che, a nostro parere, guarda con ammirazione "The Producers" di Mel Brooks, per la precisione lo spettacolo interno "Springtime for Hitler", mixandolo con le atmosfere - volute - del "Rumori fuori scena" di Michael Frayn e - sembrerà assurdo, ma è così - anche con i "Dieci piccoli indiani" di Agatha Christie. Ovviamente c'è anche molto del proprio, nel testo dei due autori (anche attori) Bonome e Marcucci. Debutto assoluto nella scorsa stagione al Teatro Vittoria di Roma, dove "L'Opera del fantasma" ha vinto il contest annuale riservato alla drammaturgia emergente.

Lo spettacolo consegna al pubblico, in forma surreale, la "cattiveria" del mondo dello spettacolo, presentando animi "crudeli" che passerebbero sopra qualsiasi cadavere (e non è una metafora!) per ottenere un applauso, un ambiente che bisogna conoscere per poterlo criticare, specialmente se si vuole farlo con il difficile strumento della satira. Bravo e coeso il cast, impegnato nell'assumere diversi ruoli e intonazioni al solo battito di mani. La comicità del racconto si incontra poi con il thriller e il tutto diventa ancora più godibile.

L'animo umano viene presentato per quello che è, senza particolare condiscendenza o comprensione. Se a farlo è una compagnia artistica under 35, questo dovrebbe darci la misura della deriva presa, non dallo spettacolo, ma dalla società. In fin dei conti il teatro non fa altro che mettere in scena quello che c'è di fuori. Ed è quello che dovrebbe realmente spaventarci.

Scheda spettacolo

  • Titolo: L'Opera del fantasma
  • Genere: Commedia
  • Scritto da: Chiara Bonome e Mattia Marcucci
  • Con (in ordine di apparizione): Simone Balletti, Chiara Bonome, Valerio Camelin, Chiara David, Sebastian Gimelli Morosini, Mattia Marcucci
  • Regia: Chiara Bonome
  • Scenografia: Giorgia Di Pietrantonio
  • Costumi: Sheila Grazini
  • Musiche a cura di: Gianmarco Palluzzi
  • Disegno Luci: Valerio Camelin
  • Voto: ★★★★☆ (4/5 stelle)
  • Stagione Teatrale: 2018/2019
  • Torna in scena: Teatro Unione
  • Data: venerdì 16 aprile 2027, ore 21
  • Luogo: Viterbo, Piazza Verdi
  • Biglietteria online: circuito ticketone.it 
  • Informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | Tel. 388 95 06 826
giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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