Amáru o sulla nostalgia

Roma, Fortezza Est (in Via Francesco Laparelli 62), dal 14 al 16 maggio 2026, ore 20:30

Fabiola Donati
m&s - Fabiola Donati in Amàru

La sala romana chiude la stagione 2025-26 “Poetica” con una prima assoluta. In scena uno spettacolo di danza contemporanea che esplora il ricordo e la nostalgia attraverso l’infanzia, i legami familiari e il calore della memoria.

“Amàru”, parola siciliana che significa “amaro”, cattura la dolce malinconia del passato che ritorna, in bilico tra gioia e struggimento.  Amáru è uno spettacolo che attraversa la nostalgia non come semplice rimpianto del passato, ma come forza attiva, sensibile e ambigua, un movimento che spinge il corpo a guardarsi indietro per poter continuare ad avanzare. La nostalgia diventa qui una tensione, un attrito tra ciò che è stato e ciò che non può più tornare, tra il desiderio di permanenza e l’inevitabile trasformazione.

In scena, il corpo è archivio e ferita, luogo in cui i ricordi si depositano senza mai fissarsi definitivamente. Gesti ripetuti, posture interrotte, slanci trattenuti evocano frammenti di un tempo perduto: l’infanzia, gli affetti, le identità attraversate e abbandonate. Nulla viene ricostruito fedelmente; tutto riemerge come eco, come immagine sfocata, come sensazione che insiste.

Amáru lavora su una nostalgia fisica, quasi tattile, che attraversa muscoli, respiro e pelle. Il movimento oscilla tra abbandono e resistenza, tra dolcezza e attrito, rivelando come il ricordo possa essere allo stesso tempo rifugio e prigione. La scena si fa spazio sospeso, non più passato e non ancora presente, in cui il corpo tenta di riconoscersi mentre continua a mutare.

La nostalgia, in Amáru, non è consolatoria. È una condizione instabile, a volte violenta, che interroga il rapporto con l’origine, con il desiderio di appartenenza e con la perdita. È il bisogno di tornare e, insieme, la consapevolezza che ogni ritorno è impossibile. In questo scarto nasce la danza: un atto di esposizione, di ascolto, di fragile resistenza.

Lo spettacolo invita lo spettatore a confrontarsi con la propria memoria emotiva, a riconoscere quella zona intima in cui il tempo non è lineare ma stratificato, e dove il passato continua a influenzare il presente. Amáru diventa così un rito laico, un attraversamento sensibile della nostalgia come motore dell’identità e come spazio di continua riscrittura.

AMÁRU o sulla nostalgia
idea, coreografia e regia Adriano Popolo Rubbio
danza e collaborazione Fabiola Donati, Francesco Alex Petta
costumi Adriano Popolo Rubbio
con il sostegno di Fortezza Est e Fondazione Yana Cini
progetto vincitore di Pillole #tuttoin12minuti 2025

www.fortezzaest.com 

Testata Giornalistica
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