Lettera a una ragazza del futuro (recensione)

Que sera, sera / Qualunque cosa sarà, sarà / Il futuro non dipende da noi / Que sera, sera

le due protagoniste
m&s - Erika Mou e Concita De Gregorio (foto © Giovanni canitano)

Abbiamo scelto come nostro incipit lo stesso del reading teatrale, che si apre, appunto, con Erica Mou che esegue Whatever Will Be, Will Be, accompagnandosi con la sola chitarra acustica. Vicino a lei, silenziosa e rispettosa dell'esibizione, siede l'altra voce dello spettacolo, quella allo stesso tempo autoriale e recitativa: Concita De Gregorio. Da questo momento in poi ci sarà un costante alternarsi in un palleggio dalla voce al canto che più un battere e rimandi ci sembrerà, anzi lo sarà, un porgersi delicatamente la "palla" dell'attenzione dello spettatore.

Lettera a una ragazza del futuro, lo dice il titolo stesso, è una lunga lettera che l'autrice ha deciso di scrivere alla sé stessa del passato e alle ragazze che diventeranno donne. A quale scopo rivolgersi a sé stessa ma allo stesso tempo parlare a un'altra persona, un'ipotetica figlia o figlia dei vicini, o una perfetta sconosciuta che si incrocia una e una sola volta su di un autobus e che probabilmente non si incontrerà mai più? Ma è così necessario assegnare un nome e una qualifica a questa "ragazza", non è sufficiente il sostantivo per qualificarla? Essere umano di sesso femminile nell'età dell'adolescenza o della giovinezza, è la definizione asettica ma esauriente di Treccani. Gli uomini non si sentano esclusi, ma ascoltino con attenzione, perché simili sollecitazioni ben si adattano a tutte le differenti eliche del dna.

Non si commetta l'errore di pensare di trovarsi di fronte a un "sermone", di quelli che gli adulti riservano ai più giovani proprio nel momento in cui si prendono - Faber dixit - la briga e di certo il gusto di dare a tutte il consiglio giusto. Niente di tutto questo. Concita di Gregorio riflette ad alta voce, rivolgendo a sé il proprio pensiero che, incidentalmente, possiamo ascoltare tutti e quindi, almeno mentalmente, prenderne nota. Sii gentile ragazza del futuro. Appassionata e gentile. Sfidiamo chiunque a non essere d'accordo con un pensiero del genere, che non è un'imposizione, non è un richiamo a dei comportamenti sbagliati, è semplicemente un'esortazione e nulla di più, che prosegue con una forma di consapevolezza, sempre rivogendosi a "ragazza dell futuro": lo so che i consigli non servono, che nessuno impara da nessuno, se non dai propri errori. Lo so che le raccomandazioni degli adulti sono insopportabili. Soprattutto sono inutili. E si può girare la pagina.

E quando le parole si fermano è la delicatezza della musica a farsi avanti, con voce e chitarra, interpretazione e melanconia, sussurro e carezza, prima di fermarsi ancora una volta, attendere l'applauso (voluto e dovuto) e quindi ritornare alla voce recitante, con un intreccio scenico sempre godibile e interessante, dalla prima parola all'ultima nota. I due percorsi non sono mai comuque separati, perchè il suono della chitarra aggiunge un sottofondo di melodia ai pensieri che, grazie probabilmente anche a questo, riescono a diffondersi più facilmente.

Il reading è appena terminato. Ci sentiamo di ringraziare chi per circa un'ora ci ha dato modo di stare altrove e, anche, di sentirci destinatari di quei pensieri. Non erano sicuramente per noi, ma fa piacere ingannarci.  

LETTERA A UNA RAGAZZA DEL FUTURO 
autrice e voce narrante Concita De Gregorio
canzoni, voce e chitarra Erica Mou
illustrazioni di Mariachiara Di Giorgio
regia Teresa Ludovico

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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